AIBA: Osservatorio RCA

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18 febbraio 2016 di ilbroker

Il 4 febbraio scorso sono stati resi noti i risultati dell’Osservatorio AIBA per il settore RC Auto.

Il 2015 è stato un altro anno negativo sul fronte della raccolta premi Rc Auto con un calo del 6,2% a 14,2 miliardi di euro, ma dagli ultimi mesi dello scorso anno sono evidenti i segnali di un rallentamento del trend, grazie all’aumento delle immatricolazioni. I prezzi di listino delle Compagnie per le polizze Rc Auto sono diminuiti su tutto il territorio (-3,5% la riduzione media). Bari (-6,1%), Reggio Calabria (-5,3%), Napoli (-5,2%) le province che hanno beneficiato delle più consistenti riduzioni in termini percentuali. In peggioramento la redditività del ramo Rc Auto (combined ratio a 96.4 punti rispetto al 90.5 del 2014).

Sono questi alcuni dei risultati emersi dall’edizione 2016 dell’Osservatorio Auto di AIBA (Associazione Italiana Brokers di Assicurazioni e Riassicurazioni) presentato oggi a Milano dal Presidente dell’Associazione dei Broker, Carlo Marietti Andreani.

“La competizione nel settore Rc Auto resta molto elevata”, afferma Carlo Marietti Andreani,Carlo-Marietti-Imc Presidente di AIBA. “Ne è testimonianza il crescente turn over degli assicurati alla ricerca di occasioni di risparmio. Tuttavia, va ricordato che le coperture assicurative Rc Auto pagate dagli italiani rimangono tra le più care d’Europa. Al periodo di generale riduzione dei premi è subentrata negli ultimi mesi una situazione di instabilità e incertezza nel ramo Rc Auto, con alcune Compagnie che hanno rivisto al rialzo i listini mentre altre continuano il trend al ribasso. Resta poi alta la quota di flessibilità tariffaria concessa alle reti agenziali che crea opacità sul reale andamento dei prezzi e la sostanziale inutilità dei sistemi di comparabilità ivi compreso il preventivatore IVASS”.

TARIFFE RC AUTO IN CALO DEL 3,5% NEL 2015; -6,1% A BARI; -5,2 A NAPOLI

Nel 2015 sono generalmente diminuiti i prezzi di listino per le coperture Rc Auto (-3,5% la media italiana), in linea con la tendenza iniziata nella seconda metà del 2012. Tuttavia, nel secondo semestre dell’anno sono emersi i primi segnali di un cambiamento che preannunciano un periodo di instabilità.

Secondo i dati dell’Osservatorio Auto di AIBA (raccolti attraverso Check It Auto, lo strumento professionale dei broker AIBA per la comparazione delle tariffe Rc Auto e delle garanzie aggiuntive) le riduzioni tariffarie si sono concentrate nei primi mesi del 2015 e hanno interessato tutte le province italiane, con diminuzioni molto marcate in alcune aree del Sud considerate maggiormente a rischio come Bari (-6,1%), Reggio Calabria (-5,3%) e Napoli (-5,2%), mentre al Nord i prezzi sono stabili: Genova (-0,8%), Milano (-1%), Torino (-1,5%).

Positivo l’andamento della raccolta premi Corpi Veicoli Terrestri – le garanzie del ramo auto che si richiama a rischi diversi (furto, incendio, ecc.) con esclusione della Rc Auto – che ha registrato il primo risultato positivo dal 2007 con una crescita dell’1,67% a 2,42 miliardi di euro, grazie all’aumento delle immatricolazioni da parte delle imprese, delle società di noleggio e di leasing che tradizionalmente assicurano anche i danni al veicolo.

Il continuo abbassamento del prezzo del petrolio ha contribuito all’aumento dei consumi di carburante, favorendo l’incremento delle medie di percorrenza degli automobilisti italiani dopo anni di flessione. Il maggiore utilizzo dell’automobile ha portato a un leggero aumento della frequenza dei sinistri (+2,4%) dopo sei anni di calo continuo. In lieve crescita (+0,9%) anche il costo medio dei sinistri a 4.574 euro.

“Il fenomeno delle frodi assicurative continua a essere uno dei principali fattori di crescita del costo dei sinistri, ma non l’unico”, spiega Marietti. “Contribuiscono in maniera significativa anche l’aumento dei costi per i risarcimenti per i casi di gravi danni alle persone, la mancanza della tabella unica per le macro-lesioni, l’incremento delle percorrenza autostradali e il conseguente incremento dei sinistri gravi e anche l’esaurimento degli effetti della normativa del 2012 sul colpo di frusta”.

IL MERCATO AUTO VISTO DAI CLIENTI

Le famiglie italiane continuano ad avere un unico riferimento per le polizze Rc Auto. Solo il 3,3% dei nuclei familiari è assicurato con più Compagnie.

Resta invariata la capacità delle Compagnie di attrarre i clienti Rc Auto con altre tipologieIMG_4754 di polizze.

Il 56% degli assicurati Rc Auto non ha sottoscritto polizze di altri rami, mentre il restante 44% oltre alla Rc Auto ha acquistato: coperture per la casa (25,9%), polizze vita/previdenza integrativa (15,6%), altre coperture auto (10,1%), infortuni rischi da circolazione (7,0%), malattia (3,7%), infortuni (3,1%), rischi professionale (0,2%).

Si è ormai stabilizzato l’orientamento degli assicurati in favore delle polizze da acquistare via Internet (28,0%), anche se meno della metà sottoscrive concretamente una copertura online; non sfonda la bancassicurazione. Le prime due motivazione della mancata disponibilità a stipulare una polizza Rc Auto allo sportello bancario sono la scarsa fiducia (34,9%) e la mancanza di interesse (31,5%) mentre il 22,4% non intende cambiare canale di vendita.

La redazione

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