Rimborsi banche e albo dei crac, il governo ottiene la fiducia

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10 giugno 2016 di ilbroker

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ROMA Il governo incassa la fiducia sul decreto banche, che passa al Senato con 169 voti favorevoli e 70 contrari. La scelta dell’esecutivo di utilizzare lo strumento della fiducia sul provvedimento che, tra l’altro, stabilisce la procedura per i rimborsi degli obbligazionisti coinvolti nel crac di Banca Etruria, Cariferrara, Carichieti e Banca Marche, arriva in mattinata. Il via libera di Palazzo Madama al maxi emendamento sostitutivo del decreto consente così al testo di tornare alla Camera per la seconda lettura. Sul versante politico la giornata registra la scelta da parte dei senatori di Ala, il gruppo capitanato da Denis Verdini, di votare la fiducia, confermando la linea di supporto decisiva al governo. Le preferenze del partito di Verdini alimentano le proteste di Forza Italia. «Certe alleanze magari allungano la vita di un governo in Parlamento, ma alle elezioni non portano vantaggi», sostiene Maurizio Gasparri. La richiesta della fiducia da parte del governo (è la numero 55 per l’esecutivo di Matteo Renzi) non piace a Massimiliano Dona, segretario dell’Unione Nazionale dei Consumatori.«Un grave errore. Porre la fiducia su un testo inadeguato è sbagliato. Il maxiemendamento non risponde alle esigenze dei risparmiatori truffati», sostiene Dona.
Critico anche l’ex ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, che in vista degli stress test per il sistema bancario italiano evidenzia l’inadeguatezza del decreto. «La materia trovo che non sia stata gestita con le necessarie lucidità e capacità. Credo che non potete più limitarvi agli aut aut imposti con i voti di fiducia», dichiara. Resta che l’aula approva il contenuto dei 13 articoli riformulati nel maxi emendamento. In dettaglio, le principali misure. Il primo articolo introduce la possibilità per gli imprenditori di concedere in pegno gli immobili destinati all’esercizio di impresa senza che subiscano il cosidetto spossessamento. L’articolo 9 è quello che sta cuore agli obbligazionisti coinvolti nel fallimento delle banche salvate dal governo. La norma fissa criteri e modalità dei rimborsi. I risparmiatori che hanno sottoscritto strumenti finanziari dei 4 istituti avranno sei mesi (e non più quattro) di tempo per presentare l’istanza per il rimborso all’80%. Tra i criteri per il ristoro automatico ci sono un patrimonio mobiliare inferiore a 100 mila euro o un reddito complessivo (ai fini Irpef) al di sotto di 35 mila euro. Quest’ultimo dettaglio allarga la platea dei beneficiari del rimborso, poiché in precedenza il reddito era inteso come lordo. La dichiarazione dei redditi per la domanda è quella del 2014. L’indennizzo non sarà soggetto a tassazione, così come stabilito da un ordine del giorno accolto ieri dal governo.

[…] Segue nel quotidiano

FONTE: Corriere della Sera

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