RBM Assicurazione Salute: presentato IES, l’indice di effettività sanitaria delle Forme Sanitarie Integrative

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17 giugno 2016 di ilbroker

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Indice di Effettività Sanitaria ovvero un indice per misurare la capacità di Fondi Sanitarie e Polizze Salute Individuali di intermediare la spesa privata degli italiani. È stato uno dei temi affrontati da Marco Vecchietti, Amministratore Delegato di RBM Assicurazione Salute nel corso del suo intervento durante il VI Welfare Day, di scena a Palazzo Colonna a Roma.

Un’ampia relazione la sua, fatta di dati di una ricerca portata avanti da RBM Assicurazione Salute insieme al Censis.

Per misurare la qualità delle prestazioni sanitarie garantite da Fondi Sanitari e Polizze Salute Individuali abbiamo sviluppato un indice statistico denominato “IES” (Indice di Effettività Sanitaria) delle Forme Sanitarie Integrative – ha dichiarato Marco Vecchietti, Amministratore Delegato di RBM Assicurazione Salute -. Considerato l’importante funzione sociale che già oggi le Forme Sanitarie Integrative svolgono garantendo il rimborso delle spese sanitarie sostenute di tasca propria dagli italiani, riteniamo fondamentale che i cittadini siano in grado di misurare l’efficacia delle diverse soluzioni a loro disposizione. Per la determinazione dell’indice IES sono utilizzati una serie parametri statistici per ciascuna categoria di prestazioni (ospedaliere, lata diagnostica, specialistica, analisi di laboratorio ed accertamenti, farmaci ed odontoiatria) e per ogni tipologia di Forma Sanitaria Integrativa (Polizze Salute Individuali, Fondi Sanitari Contrattuali, Fondi Sanitari Aziendali, Fondi Sanitari Territoriali, Fondi Sanitari degli Enti Previdenziali dei Liberi Professionisti e Fondi Sanitari delle Pubbliche Amministrazioni): che consentono, in sintesi, di valutare il rapporto qualità/prezzo garantito da ciascuna Forma Sanitaria Integrativa e la capacità di intermediare (ovvero risarcire) la spesa sanitaria privata pagata dal cittadino”.

L’indice lavora su base 100, tanto più elevato è l’indice tanto maggiore è la qualità dell’assistenza sanitaria integrativa garantita al cittadino. Tra i principali parametri valutati, su un campione di oltre 90 Forme Sanitarie Integrative si segnalano img_6461l’ammissibilità a rimborso di una serie più o meno ampia di prestazioni; la frequenza di accadimento delle prestazioni assicurate (ovvero la probabilità più o meno elevata che l’evento risarcibile dia luogo effettivamente ad un rimborso), l’ammontare dei massimali di spesa, l’ammontare complessivo delle quote di compartecipazione alla spesa per gli
assicurati (si tratta dei c.d. “scoperti/franchigie” ovvero della quota di spesa che la Forma Sanitaria Integrativa lascia comunque a carico dei propri assicurati), l’ammontare del premio/contributo pro capite che l’assicurato deve versare per beneficiare delle prestazioni sanitarie e il totale del risarcito medio pro capite dalla Forma Sanitarie Integrativa rispetto all’ammontare della spesa privata media pro capite in Italia.

Sulla base delle elaborazioni dell’Indice IES per l’annualità 2015 nella Top 5 stilata da RBM Assicurazione Salute la maggiore capacità di intermediazione della spesa privata risulta garantita dalle Forme Sanitarie Aziendali (con un indice di 70,87), seguiti dalle

Forme Sanitarie istituiti dalla Pubbliche Amministrazioni (IES 59,52), dalle Forme Sanitarie Territoriali (IES 51,31) – al momento operativi solo in Veneto, Alto Adige, Lombardia e Liguria – per proseguire con le Forme Sanitarie istituite dalla Contrattazione Collettiva Nazionale (IES 49,87) e chiudere con le Forme Sanitarie istituiti dagli Enti Previdenziali a favore dei Liberi Professionisti (IES 46,96).

Per quanto concerne invece le prestazioni erogate l’indice IES indica che la miglior copertura delle prestazioni ospedaliere (ricoveri ed interventi chirurgici), delle prestazioni di alta diagnostica, delle visite specialistiche e dei farmaci è garantita dalle Forme Sanitarie Aziendali, la miglior copertura degli accertamenti diagnostici è garantita dalle Forme Sanitarie Territoriali, mentre la miglior copertura delle prestazioni odontoiatriche è offerta dalle Forme Sanitarie istituite dalle Pubbliche Amministrazioni.

Complessivamente – sintetizza Vecchietti – possiamo dire che attualmente il settore della fondi sanitari.jpgSanità Integrativa vede una coesistenza di Forme Sanitarie Integrative che si avvalgono di Polizze Assicurative (oltre il 62% del totale) e di Forme Sanitarie che utilizzano modelli di autoassicurazioni del rischio (poco meno del 38%, in linea di massima sono i Fondi Sanitari di risalente istituzione riservati ai Dirigenti). In questo contesto le Forme Sanitarie Aziendali sono quelle che garantiscono la maggior effettività sanitaria ovvero, in altre parole, che riducono al massimo l’incidenza della spesa sanitaria privata sulle tasche dei propri assicurati. Le Forme Sanitarie istituite dalle Pubbliche Amministrazioni (per il proprio personale) offrono un buon livello di protezione sanitaria anche se assorbono un contributo mediamente piuttosto elevato (circa 660 Euro a persona). Le Forme Sanitarie Integrative istituite dagli Enti Previdenziali privatizzati per i liberi professionisti (per intenderci la Cassa del Notariato, INARCASSA, L’Ente Previdenziale dei Veterinari, L’Ente Previdenziale dei Medici, la Cassa Forense etc) garantiscono una copertura importante ma solo (prevalentemente) in area ospedaliera. Le Forme Sanitarie istituite dalla Contrattazione Collettiva Nazionale offrono coperture mediamente adeguate ma presentano ampi margini di miglioramento delle proprie prestazioni e di incremento della propria capacità di intermediazione della spesa sanitaria privata. Al riguardo si ritiene importante favorire dei meccanismi di selezione delle Compagnie Assicurative che siano in grado di promuovere una competizione tra i partecipanti incentrata sulla qualità delle prestazioni sanitarie garantite. Da ultimo, interessante appare la recente esperienza delle Forme Sanitarie Territoriali che garantiscono ai lavoratori migliori livelli di copertura assistenziale in area diagnostica ed odontoiatrica ma che risultano allo stato attuabili solo in Regioni che garantiscano una buona tenuta dei propri Sistemi Sanitari Regionali in campo ospedaliero.

In conclusione – chiude Vecchietti – “anche in considerazione del ruolo crescente che le Forme Sanitarie Integrative sono chiamate a svolgere a sostegno dei cittadini e delle famiglie appare fondamentale svolgere un monitoraggio continuativo della qualità delle prestazioni sanitarie garantite da ciascuna Forma ai cittadini. In quest’ottica bisognerebbe ripensare anche allo stesso meccanismo dei benefici fiscali applicati ai premi/contributi versati alla Sanità Integrativa collegandolo al livello di intermediazione della spesa sanitaria privata garantita da ciascuna Forma Sanitaria Integrativa”.

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