Le Frodi in Assicurazioni – di Marco Contini – L’uso “ oculato “ dei Social Network nell’ Antifrode Assicurativa

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7 luglio 2016 di ilbroker

Marco Contini

I Social Network hanno modificato in maniera rilevante le nostre abitudini , il nostro modo di comunicare , la nostra privacy.

Quando parliamo di Linkedin, di Facebook, , di Instagram , di Twitter tanto per citare i più famosi e conosciuti sappiamo che agli stessi , per chi ha un profilo ( ma chi oggi non lo ha ? ) consegna una moltitudine di dati, abitudini, usi, segreti ed anche cose non del tutto vere: in maniera anche compulsiva alimentiamo un flusso di notizie ed informazioni che apparentemente soddisfano il nostro ego ma che in realtà diventano, per i gestori dei Social una miniera d’oro , e per chi li sa leggere , consultare ed interpretare un notevole pozzo di informazioni.tecnologia

Negli Stati Uniti ormai da molti anni studi legali specializzati svolgono una attenta e proficua analisi dei Social per risolvere i casi più disparati sia in sede civile che penale.

Anche nei Tribunali ormai i Social sono del tutto riconosciuti.

Da cause di lavoro a dipendenti infedeli alle truffe assicurative . In Italia, anche se in maniera al momento più timida e meno strutturata, si utilizzano i social network per acquisire informazioni tese a determinare, nel caso specifico, collegamenti tra attori del sinistro ( testimoni e lesi ) o individuare date e orari per verificare se la documentazione fornita al liquidatore del sinistro sia veritiera o meno.

Gli investigatori utilizzati per le verifiche ma anche le strutture antifrode delle social 3società assicurative, nella loro attività di Desk Top Investigation utilizzano le informazioni di cui sopra.

Va comunque fatta molta attenzione all’utilizzo e soprattutto al modo con cui , nella antifrode assicurativa, vengono e devono essere utilizzate tali notizie.

Se durante un sinistro viene negata la conoscenza diretta tra testimone e assicurato o leso o terzo trasportato e si individua invece un link sui social network ( specialmente Facebook) questo non vuol dire che abbiamo scoperto la frode con certezza matematica.

Sicuramente la smentita tramite Social può diventare importante per definire per esempio la presenza su un luogo ( teatro del sinistro ) e la contemporanea presenza della persona monitorata invece in altri posti solo per avere postato e certificato la sua esistenza in altri luoghi più o meno ameni. Ma il tutto va condito anche con altri accertamenti e verifiche.diritto_civile1_2

Esistono già casi certificati con sentenze in ambito civilistico dell’utilizzo proficuo di Facebook a fronte della smentita della veridicità di fatti o avvenimenti ma l’utilizzo del Social deve avvenire sempre in maniera oculata e strategica.

Non basta affermare che due soggetti sono “ amici” su Facebook, come sta capitando ultimamente , per poter smentire la diretta non conoscenza degli stessi .

Oggi quindi i Social sono un valido strumento non solo di comunicazione ma anche di analisi investigativa in ambito antifrode anche se la stessa deve essere fatta con intelligenza ed acume , come sempre.

Marco Contini

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