Il Romanzo Assicurativo – Francesco Di Prisco – N. II – “There is no world without Verona walls, bat purgatory, torture, hell itself. Hence banished is banish’d from the world, and world’s exile is death…”

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5 settembre 2016 di ilbroker

L’inglese ormai lo parlano tutti, caro Shakespeare, anche i “bovari del bernese”, comunque quella roba lì sopra, scritta da te nel “Romeo and Juliet” (atto 3°, scena 3°) e messa in bocc, al povero Romeo, la traduco comunque con un… “Non c‘è mondo per me al di fuor delle mura di Verona, ma purgatorio, tortura, l’inferno; bandito da qui è come fossi bandito dal mondo e l’esilio dal mondo vuol dir morte!” Così facevi delirare il malconcio giovane Montecchi a cui il destino stava riservando solo calci nel sedere, costretto all’esilio “fuor dalle mura di una Verona” divisa tra fazioni guelfe e ghibelline… mentre alla smelensa Giulietta Capuleti, per evitare il matrimonio di costrizione con Paride, avevi propinato la folle idea di ingurgitare una pozione sonnifero che la faceva sembrare morta. Dello strattagemma ne farà le spese purtroppo anche Romeo che dal dispiacere, anziché ubriacarsi con del buon Valpolicella, berrà un “gotto” di arsenico. Accidenti… William, guardati qualche film di Sergio Leone! Altro che veleno, lì si finisce tutti come un colabrodo! Complimenti comunque per l’ardita fantasia. Ti bacchetto invece per la scarsa percezione di ciò che accade negli spazi extraurbani di questa città! Mi fa strano tutto ciò, considerando la tua origine, il tuo immenso patrimonio di conoscenze geo-sociali maturato grazie ad una straordinaria attitudine ad apprendere curiosando nel mondo che ti sta attorno e scruti viaggiando.

Beato te, mi vien da dire… beato te che non hai mai avuto a che fare con ingorghi stradali milanesi, bolognesi, romani o napoletani (che in confronto quelli veronesi di cui ci lamentiamo tanto son nulla), con gente che ha familiarità con i fondamentali della guida come con i logaritmi che fanno funzionare Google e l’educazione e buon senso (… ma non solo quella stradale) “cacano” sistematicamente ogni mattina assieme al resto delle lor biologiche scorie, con sciagurati frettolosi ignoranti e presuntuosi a cui in alternativa al suv suggerirei triciclo per bimbo della Giochi Preziosi, con allucinati cronici dal vociare che il bluetooth divora da telefonini di ultima generazione rivomitandolo nell’abitacolo di lussuosissime vetture, tutte ma veramente tutte… solo e soltanto di Società di Leasing. Infognate di crediti inesigibili!

Facciamoci una chiacchierata assieme… se ti va. Stasera, anche se non è il 26 Aprile giorno del nostro compleanno! Ti propongo un aperitivo in Piazza Brà alle 19. Sorseggeremo un Soave in un elegante salottino al primo piano del più bel locale del Centro, che ci consentirà di goderci la faccia sorniona dell’Arena illuminata a giorno e l’andirivieni di infreddoliti signorotti nostrani, che prima di desinare non possono rinunciare ai rituali due passi sul Liston.  

“I veicoli a motore senza guida di rotaie, compresi i filoveicoli e i rimorchi non possono essere posti in circolazione su strade di uso pubblico o su aree a queste equiparate se non siano coperti secondo le disposizioni della presente legge, dall’assicurazione per la responsabilità civile verso terzi prevista dell’art. 2054 del C.C”

Questo è quanto recita all’Articolo 1 la Disciplina Normativa della Legge n. 990 del 24 dicembre 1969 in merito alla RCA obbligatoria.

Il Nuovo Codice della Strada aggiornato a Marzo di quest’anno inclusa la materia sull’omicidio e lesioni gravi stradali (Legge 41/2016), è un mostro, caro William, che se tenti di scaricarlo da Internet sul tuo MacBP pesa oltre 16 MB! Accontentiamoci perciò di qualche spezzone.

Allora a stasera al Caffè della Brà! Ah dimenticavo… in caso di contrattempi, visto che ostinatamente ti rifiuti di usare il cellulare, puoi dare disposizione al tuo piccione viaggiatore di lasciare un messaggio nel cestello a fianco del cancelletto del mio giardino.

E voi, sventurati lettori, vi chiederete perché quel titolo? Semplicemente perché non solo a Verona ma anche… “fuor dalle sue mura” ci vanno tutti e ne succedono di cotte e di crude!

Mi metto frettolosamente in viaggio per Cremona dove ho appuntamento a mezza mattina col mio amico Rosvaldo, alto funzionario della locale Banca Popolare. Abbiamo un sacco di cose da vedere. Temo la nebbia! Infatti dopo Desenzano sull’A4 eccola lì. È una fitta, densa, unta nuvola nella quale si è costretti ad immergersi. Rallentamento istintivo e pericolosissimo! Ogni volta le stesse due sensazioni. La prima di trovarti improvvisamente dinnanzi un’immensa parete contro cui ti vai a sfracellare e la seconda essere tamponati da chi ti sta immancabilmente appiccicato al culo. Quasi a passo d’uomo si percorrono quella ventina di chilometri sino allo svicolo per l’A21, imboccando il lungo scivolo che immette sulla Bresca-Piacenza-Torino. Il traffico è anche qui piuttosto lento. Verrebbe voglia di fare inversione al primo casello ma non è possibile per via della “pagnotta”.

Non posso darvi nessuna garanzia circa l’esito di questa battaglia… una sola cosa è certa, la dobbiamo comunque combattere! Così, sentendo già puzza di bruciato, a Mont Saint-Jean Drouet Derlo brillante generale napoleonico, parlava ai suoi ufficiali, poco prima di lanciarsi in quella che a Waterloo sarebbe stata l’ultima più cruenta disputa da cui la definitiva sconfitta dell’armata francese.

Io non ho ufficiali in macchina con me! Ma il pensiero è lo stesso. Proseguo per alcuni chilometri quando appena oltrepassata l’uscita Manerbio scorgo sulla mia destra una fiamma giallastra che oscilla ad altezza d’uomo a lato della quale sul retro di un furgone è appiccicata una mega-insegna luminosa con triangolo lampeggiante, il cui chiaro monito invita ad arrestare la marcia. Poco più in là sopra la mia capoccia il tremolio dei led di un’insegna a ponte rappresenta la consueta sinistra schematica illustrazione di un “incidente stradale”. Fermi tutti, quattro frecce accese, e non sai che ti attende! (1) Esiste specifico Art. del N.C.D.S. che impone l’impiego delle 4 frecce in tale circostanza o la legge si limita a consentirne l’uso in caso di pericolo? Ho la radio sintonizzata su RTL, giro su Isoradio. Non dicono nulla! La temperatura fuori è di 4 gradi. Il climatizzatore può garantire un minimo di tepore nell’abitacolo, ma il motore dovrebbe rimanere acceso. Mi sembra però alquanto incivile contribuire a creare una nube tossica nella quale chissà per quanto tempo dovremo stare? Arresto il motore!? (2) Esiste specifico Art. del N.C.D.S. che impone lo spegnimento del veicolo in caso di sosta forzata? Viene voglia di scendere e condividere con altri temerari quel momento di smarrimento che purtroppo sta allungandosi sgradevolmente. Dopo mezzora finalmente una notizia via radio, ma non è delle migliori. Traffico bloccato sulla A21 in direzione Torino, otto chilometri di fila tra Manerbio e Pontevico. Lì in mezzo ci siamo noi. Sono molto in ritardo. Telefono al simpaticissimo Rosvaldo, che prima mi insulta convinto si tratti dell’ennesima bufala per camuffare un ritardo, poi conclude lo sproloquio con auspicio molto sinistro per le mie parti intime! Ricambio l’augurio, rifiuto l’offerta e vado avanti! Mi vien voglia di scendere… e lo faccio. (3) Esiste specifico Art. del N.C.D.S. che impone l’obbligo di restare a bordo del veicolo in caso di sosta forzata? Altri hanno avuto la mia stessa idea ma lì fuori si ha la sensazione di stare in una camera a gas. In lontananza si odono le prime sirene dei mezzi di soccorso che nel giro di qualche attimo sfrecciano sulla corsia di emergenza. Improvvisamente udiamo un tonfo tipico di due veicoli che collidono. Subito dopo un secondo (con strana eco a rimbalzo) e di lì a poco un terzo! Corsia opposta, direzione Brescia; alcuni curiosi intenti a cercare d’intravvedere quanto sta accadendo sulla propria sinistra, distratti quel che basta per non adeguare la marcia all’intermittente flusso del traffico, fanno fisarmonica! (4) Esiste specifico Art. del N.C.D.S. che non legittima rallentamenti della propria marcia in prossimità di incidente stradale sul versante opposto? Qualcuno si lamenta, udiamo delle voci alterate. Dinnanzi a me c’è una Golf da cui è appena sceso un uomo corpulento sulla cinquantina. Qualche accidente per lo smog lo tira anche lui. Dice di essere un medico. Tanto, con quel che respiriamo tutti i giorni… boccata più boccata meno…! Chi se ne fotte… Di qualcosa ci dobbiamo pur ammalare, altrimenti io che cazzo faccio nella vita!? E si mette a ridere. Poi chiamato dal senso del dovere infila il capo nella baule, estrae una borsetta di pelle marrone e si incammina verso lo sparti traffico che in quel punto è largo quasi una decina di metri. Scavalca il guardrail, affonda i piedi a passo lesto nel tappeto erboso e si dilegua ingoiato dalla nebbia. Passano altri 30 lunghissimi minuti. Sono le 10 e 20. Sirene spiegate anche sull’altra sponda. È già oltre un’ora che siamo bloccati. Risalgo in auto, sorseggio un succo di frutta e sgranocchio una schiacciatina. Ho uno strano presentimento che potrebbe essere il mio pranzo! La nebbia non vuol saperne di alzarsi. Alle 11 si intravvede una sagoma. Solo quando è ben individuabile ridona al medico il suo vero aspetto. Ha però il giubbotto inzaccherato di sangue. Non ride più! Sale in auto afferra il cellulare e parla con qualcuno. Poi scende, bestemmia e ci racconta. Dopo la prima collisione guidatore e passeggero del veicolo che aveva tamponato si slacciano la cintura di sicurezza per scendere dal mezzo incidentato, inconsapevoli del fatto che qualche secondo dopo il loro mezzo sarebbe stato a sua volta oggetto di tamponamento. Si fanno più male loro di chi stava davanti e di chi li ha centrati! Si scopre così che il terzo botto è la conseguenza della collisione di altri due veicoli che nulla hanno a che vedere con i primi tre. In quest’ultimo tamponamento l’intero equipaggio della vettura collisa, ferma con le quattro frecce accese e motore avviato, aveva però le cinture lasse. (5) Tutti sanno come funziona l’attribuzione delle responsabilità in caso di incidenti con tamponamenti multipli? Gli addetti ai lavori non facciano smorfie di alterigia, perché per il panettiere, per l’Operatore socio-sanitario o Suor Camilla, questa è materia ostica! Se poi si parla di… cinture si… cinture no… neanche Elio e le Storie Tese saprebbero che fare. (6) Il N.C.D.S. come regolamenta l’obbligo dell’uso dei dispositivi di sicurezza o di “ritenuta”?

Ambulanze e Vigili del Fuoco, nonostante la visibilità pessima, continuano a sfrecciare a velocità sostenuta su entrambi i lati. Anche un’utilitaria apparentemente priva di appositi segnalatori luminosi che ne indicano l’appartenenza ai mezzi di soccorso o in uso ad Agenti di Pubblica Sicurezza, corre spedita in corsia d’emergenza. Il solito coglione che approfitta per sgattaiolare … forse! (7) Che specifico Art. del N.C.D.S. si viola marciando in corsia di sorpasso senza un valido motivo, ammesso si possa dimostrare di averlo?

Ho freddo, sono stanco, nella mia testa iniziano ad albergare brutti pensieri. Forse ci saranno vittime, forse qualcuno imbrigliato tra le lamiere starà soffrendo. E quest’accidente di nebbia non molla! Chiamo mia moglie per tranquillizzarla, penso a William che nella sua stanza di lettura, al tepore di un ardente caminetto, sfoglierà l’ennesima Settimana Enigmistica; di certo lui avrà più feeling con Bartezzaghi e Ghilardi. Rispetto a qualche tempo fa ho fatto progressi, ma senza Google o la mia Garzanti tascabile, non ne chiudo uno che sia uno!

Ore 13, Isoradio… chiusa A21 nel tratto Castelvetro-Brescia Centro in entrambi i sensi di marcia a causa di numerosi incidenti stradali anche gravi; uscite obbligatorie per chi proviene da…!

Il tempo così non passa mai. Con l’anima in pena, riscendo a prendermi una boccata di smog per l’ennesima volta. Sguardo al battente, 14:07! Da circa un’ora sta bussando alla porta anche una banale necessità fisiologica, che il contesto non consente di assolvere con piena soddisfazione! Quel maleficio di Rosvaldo, sebbene in ritardo per la nebbia è inesorabilmente arrivato a destino! Ma ecco, qualche motore ormai spento da ore riprende vita, i fanalini di posizione di più auto si riaccendono, facendomi per un attimo volare la fantasia ad un immagine a me sempre molto cara: le luci dell’albero di Natale che brillano nell’oscurità. Forse ci siamo. Si riparte. Non è un sogno. Lentamente, molto lentamente ma ci si muove. La nebbia si mescola con i vapori di scarico. I cristalli della mia auto grondano come le pareti di una sauna. Dopo quasi cinque ore da incubo, riprendo la via per Cremona dove con Rosvaldo, se non ci saranno ulteriori intoppi ci si vedrà a metà pomeriggio. L’andatura è da funerale. All’altezza di Pontevico però ci buttano fuori! La sede stradale è evidentemente ancora impraticabile.

Agenti della polstrada in mezzo alla carreggia sbandierano le loro palette catarifrangenti. L’invito, che è più un ordine tassativo, è quello di svoltare a destra. Un quarto d’ora per percorrere cinquecento metri di svincolo anche se i caselli sono privi di barriere ed i rilevatori telepass disattivati. Oggi non si paga, urla con una mezza smorfia di disapprovazione un operatore della Società Autostrade Centro Padane. Per sicurezza tolgo il mio telepass dal suo alloggiamento e me lo infilo in tasca. Al passaggio tace! Caro Ros… oggi non c’è proprio verso di vederci! Ritorno… e la rilevazione Telepass del mio transito al casello di Verona Nord per rientrare verso casa avverrà alle 17.52!

NOTA: il mese successivo controllo l’estratto conto Telepass e lo sguardo mi cade su asterisco a fianco degli addebiti eseguiti nel giorno dell’ingorgo sulla A21. Riporta ad una nota in calce: assenza di registrazione uscita… ecc. ecc. Morale: dovrò recarmi al punto blu (fortuna che lì sono tutti gentilissimi e molto professionali e appiccicati al mio ufficio) e ricostruire l’intera vicenda, perché a sistema pare nulla sia annotato circa l’accaduto di quel dì. In mancanza di prove, l’eventuale penalità potrebbe essere pari all’addebito del pedaggio corrispondente alla percorrenza sino all’ultima uscita disponibile.

Viva l’Italia… e per fortuna che s’è desta. Figuriamoci se fosse ancora assopita!

Alle 19 puntuale mi vedo in Brà con William. Lo trovo meno arzillo del solito. Il suo smalto è per così dire… un po’ ossidato. Piacevole la chiacchierata, in occasione della quale gli propino dettagliato resoconto delle mie disavventure. Lui però… resta quasi impassibile. Sorseggia il “bianco” gustandosene l’infinità dei sapori. Con molta “puzza” sotto il naso sostiene che solo lui è in grado di proporre storie avvincenti! Centellinando precise parole che pronuncia quasi sottovoce, mi dice… Mio caro… immagina il dramma di un cuore gemente per un amore tribolato che emozione travolgente è in grado di scatenare nell’animo del pubblico! Reagisco bruscamente… scusami William, ma secondo te ai coraggiosi Intermediari che perdono tempo a leggere le scemenze che scrivo, secondo te… secondo te… che gli vo raccontando… dei corni che mogli e mariti si scambiano come regali di compleanno? Annuisce poi un po’ sconsolato, abbozza un ghigno di sofferente sopportazione e sospirando cambia registro. Se proprio vuoi… consulta i codici perché tante, troppe sono le questioni che hai sollevato! Mi pare quantomeno doveroso offrire ai lettori una risposta. Gli do ragione. Prometto che lo faccio.

° ° ° ° °

Risposta al quesito (1) – L’art.151 del Nuovo Codice della Strada definisce quelle che vengono chiamate comunemente “quattro frecce” come “…segnalazione luminosa di pericolo: il funzionamento simultaneo di tutti gli indicatori luminosi di direzione…”. Già dalla definizione appare evidente in quale occasione se ne può fare uso. L’art 153 comma 7 del citato Codice approfondisce e ne elenca le uniche possibilità nelle quali si è autorizzati ad usare le “quattro frecce”: “…I conducenti dei veicoli a motore devono azionare la segnalazione luminosa di pericolo: a) nei casi di ingombro della carreggiata; b) durante il tempo necessario a collocare e riprendere il segnale mobile di pericolo ove questo sia necessario; c) quando per avaria il veicolo è costretto a procedere a velocità particolarmente ridotta; d) quando si verifichino improvvisi rallentamenti o incolonnamenti; e) in tutti i casi in cui la fermata di emergenza costituisce pericolo anche momentaneo per gli altri utenti della strada…”

In parole povere è permesso fare uso di tale segnalazione: nel caso in cui il veicolo rimanga sulla carreggiata per problemi tecnici (guasto, incidente); per collocare o riprendere il “triangolo”, quando l’auto è in avaria e di conseguenza deve procedere lentamente; qualora sia necessario fermarsi per un’emergenza e la presenza del veicolo fa venir meno i requisiti di sicurezza per gli utenti della strada.

Risposta al quesito (2) – Art. 157. Arresto, fermata e sosta dei veicoli. 

7-bis. È fatto divieto di tenere il motore acceso, durante la sosta del veicolo, allo scopo di mantenere in funzione l’impianto di condizionamento d’aria nel veicolo stesso; dalla violazione consegue la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 216 a euro 432.

Risposta al quesito (3) – Art. 157. Arresto, fermata e sosta dei veicoli. 7. È fatto divieto a chiunque di aprire le porte di un veicolo, di discendere dallo stesso, nonché di lasciare aperte le porte, senza essersi assicurato che ciò non costituisca pericolo o intralcio per gli altri utenti della strada.

Normalmente tale concetto si implementa anche di principi tendenti alla salvaguardia di sé stessi.

Risposta al quesito (4) – Art. 154. … altre manovre. 5. Nell’esecuzione delle manovre i conducenti non devono eseguire brusche frenate o rallentare improvvisamente.

Risposta al quesito (5) – NOTA:

invito a prendere visione di un ricchissimo articolo dell’Avvocato Soave pubblicato il 10.02.2014 sul “Il Broker”. Mi permetto solo di aggiungere qualche considerazione pescata qua e là in materia di…

Responsabilità nei tamponamenti multipli. In questi casi, la responsabilità viene normalmente addebitata in capo al veicolo che ha dato luogo al tamponamento, poiché l’art. 141 del Codice della Strada afferma che “è obbligo del conducente regolare la velocità del veicolo in modo che avuto riguardo alle caratteristiche, allo stato ed al carico del veicolo stesso, alle caratteristiche e alle condizioni della strada e del traffico e ad ogni altra circostanza di qualsiasi natura, sia evitato ogni pericolo per la sicurezza delle persone e delle cose ed ogni altra causa di disordine per la circolazione”. Pertanto, si presume che la colpa sia di chi tampona, a causa dell’inosservanza delle consigliate distanze di sicurezza che avrebbero consentito un adeguato spazio di frenatura e manovra; ciò a meno che il tamponatore non dimostri che il sinistro si è verificato per causa a lui non imputabile (ad es. a causa della vettura tamponata). Ipotesi molto frequente e maggiormente problematica per quanto riguarda l’individuazione del “colpevole” è quella dei cd. tamponamenti a catena, che coinvolgono diverse autovetture l’una tamponatrice dell’altra. In caso di tamponamento multiplo è necessario effettuare una distinzione, tra il sinistro avvenuto tra veicoli fermi in colonna e tra veicoli in movimento. Nell’ipotesi di colonna ferma (in coda al semaforo, nel traffico, ecc.) la giurisprudenza ha ritenuto che la responsabilità vada addebitata al conducente dell’ultimo veicolo, ossia colui che genera la prima collisione dalla quale promanano i successivi tamponamenti. Pertanto, in caso di scontri successivi fra veicoli facenti parte di una colonna in sosta, unico responsabile delle conseguenze delle collisioni è il conducente che le abbia determinate tamponando da tergo l’ultimo dei veicoli della colonna (cfr. Cass., n. 8646/2003; Cass., n. 18234/2008). Le richieste risarcitorie andranno, pertanto, rivolte alla compagnia assicuratrice del veicolo che ha cagionato il primo tamponamento. Diversa la situazione nel tamponamento a catena di autoveicoli in movimento, in cui trova applicazione l’art. 2054 c.c., comma 2 a norma del quale “nel caso di scontro tra veicoli si presume, fino a prova contraria, che ciascuno dei conducenti abbia concorso ugualmente a produrre il danno subito dai singoli veicoli”. Si ritiene, con conseguente presunzione iuris tantum di colpa, che siano responsabili in eguale misura in entrambi i conducenti di ciascuna coppia di veicoli (tamponante e tamponato), a causa dell’inosservanza della distanza di sicurezza rispetto al veicolo antistante, qualora non sia fornita la prova liberatoria di avere fatto tutto il possibile per evitare il danno (Cass., n. 4021/2013). In pratica, la presunzione fa scattare in capo ad ogni conducente la responsabilità nei confronti del veicolo che gli sta davanti. La norma fa salva la possibilità di fornire adeguata prova liberatoria per essere tenuto indenne all’addebito di responsabilità, come avviene nel caso in cui o il veicolo nel mezzo sia stato prima tamponato e poi sospinto contro il veicolo antistante a causa dell’eccessiva velocità del veicolo investitore. Si tratta quindi di responsabilità concorrente: Si tratta quindi di responsabilità concorrente: la domanda risarcitoria potrà essere promossa da alcun tamponato alla compagnia assicuratrice del veicolo tamponature. È inoltre evidente che il primo veicolo della colonna (il quale viene tamponato, ma non tampona nessun altro) non avrà alcuna responsabilità.

 
Risposta al quesito (6) – Art. 172. Uso delle cinture di sicurezza e sistemi di ritenuta.

TITOLO V – NORME DI COMPORTAMENTO – 1. Il conducente ed i passeggeri dei veicoli della categoria L6e, dotati di carrozzeria chiusa, di cui all’art. 1, paragrafo 3, lettera a), della direttiva 2002/24/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 marzo 2002, e delle categorie M1 N1, N2 ed N3, di cui all’articolo 47, comma 2, del presente codice, muniti di cintura di sicurezza, hanno l’obbligo di utilizzarle in qualsiasi situazione di marcia. I bambini di statura inferiore a 1,50 m devono essere assicurati al sedile con un sistema di ritenuta per bambini, adeguato al loro peso, di tipo omologato secondo le normative stabilite dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, conformemente ai regolamenti della Commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite o alle equivalenti direttive comunitarie. TITOLO V – NORME DI COMPORTAMENTO – 10. Chiunque non fa uso dei dispositivi di ritenuta, cioè delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per bambini, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 80 euro a 323 euro. Quando il mancato uso riguarda il minore, della violazione risponde il conducente ovvero, se presente sul veicolo al momento del fatto chi è tenuto alla sorveglianza del minore stesso. Quando il conducente sia incorso, in un periodo di due anni, in una delle violazioni di cui al presente comma per almeno due volte, all’ultima infrazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da quindici giorni a due mesi, ai sensi del capo I, sezione II, del titolo VI. TITOLO V – NORME DI COMPORTAMENTO – 11. Chiunque, pur facendo uso dei dispositivi di ritenuta, ne altera od ostacola il normale funzionamento degli stessi è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 40 euro a 162 euro.

Risposta al quesito (7) – Art. 176. Comportamenti durante la circolazione sulle autostrade e sulle strade extraurbane principali – 1. Sulle carreggiate, sulle rampe e sugli svincoli delle strade di cui all’art. 175, comma 1 é vietato… c) circolare sulle corsie per la sosta di emergenza se non per arrestarsi o riprendere la marcia. – 4. In caso di ingorgo é consentito transitare sulla corsia per la sosta di emergenza al solo fine di uscire dall’autostrada a partire dal cartello di preavviso di uscita posto a cinquecento metri dallo svincolo.

 

Kiko – Francesco Di Prisco

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