RBM: Corruzione in sanità, lavoro nero e liste d’attesa

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24 dicembre 2016 di ilbroker

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Due milioni e mezzo di persone in Italia hanno ammesso di aver pagato, nell’ultimo anno, una mazzetta nell’ambito dei servizi pubblici e di questi un milione e seicentomila lo ha fatto in cambio di un servizio sanitario. È ciò che è emerso dallo studio “Global Corruption Barometer 2016” realizzato da Transparency International Italia. A completare il quadro anche la percezione degli italiani: il 63% si è detto convinto che negli ultimi quattro anni la corruzione non sia diminuita.

Uno studio che va ad aggiungersi al Rapporto “Curiamo la corruzione”, stilato da Transparency International Italia in partnership con Censis, Ispe-Sanità e Rissc, che aveva fatto emergere un dato tra tutti: 10 milioni di italiani si sono sottoposti a visite specialistiche “in nero”.

Non bisognerebbe garantire a tutti i cittadini gli stessi diretti e la stessa possibilità di accesso alle cure?”. A questa domanda retorica Marco Vecchietti, consigliere delegato RBM Assicurazione Salute ha risposto così: “Per farlo basterebbe incentivare le polizze sanitarie individuali che dalla maggior parte degli italiani sono viste come un “miraggio”, un prodotto di lusso, fuori dalla portata delle spese che ogni famiglia può sostenere.

Per disincentivare la corruzione nella sanità, garantendo anche nuova occupazione, ci sarebbe una soluzione, come ha spiegato Vecchietti: “La necessità di presentare le fatture alle Forme Sanitarie Integrative per ottenerne il rimborso garantirebbe un forte contrasto all’evasione in sanità (almeno 2 milardi tra specialistica e badanti). La necessità di regolarizzare i rapporti di lavoro per ottenere il rimborso dalle Forme Sanitarie Integrative consente di realizzare tra i 500mila e gli 800mila posti di lavori in più per garantire l’erogazione delle prestazioni socio-sanitarie e socio-assistenziali”.

E l’Italia purtroppo non è più il miglior Sistema Sanitario del mondo. “Senza marco-vecchietti-rbm-assicurazione-salutefinanziamenti adeguati non è possibile garantire cure di qualità – ha dichiarato Vecchietti –. Ritengo sia necessario investire in prevenzione e avviare subito un Secondo Pilastro Sanitario.

L’Italia manifesta un sensibile ritardo dalla media europea sul fronte dell’efficienza e appropriatezza dell’offerta sanitaria e sul fronte della capacità di risposta del Sistema Sanitario ai bisogni di salute. Mentre per ciò che riguarda la qualità dell’offerta sanitaria siamo ancora in linea con l’Europa – secondo il Rapporto 2016 Meridiano Sanità elaborato da The European House-Ambrosetti”.

Vecchietti conclude con un appello a Governo e Ministero della Salute “perché intervengano con provvedimenti ad hoc che informino i cittadini delle opportunità garantite dalla Sanità Integrativa per consentire scelte più consapevoli ed evitare compromessi inaccettabili. In questo modo, inoltre, ci sarebbe anche un’efficace contrasto alla perdita di gettito fiscale in sanità, perché grazie alla necessità di produrre la fattura per richiedere il risarcimento della spesa alla Compagnia Assicurativa, il problema verrebbe risolto”.

E infine: “Attraverso le polizze sanitarie individuali, come ad esempio RBM 9 Settimane, l’accesso alle cure potrebbe essere garantito per tutti senza bisogno di “favori” e ridistribuendo in modo più efficiente il flusso dei pazienti con impatti positivi anche sulle liste di attesa e sulla stessa fruibilità delle cure”.

La redazione.

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